Il giornalaio/1

Liberamente ispirato da Michael Ward, ecco un comodo tutorial (in realta da perfezionare): «Scrivi il tuo editoriale alla Gianni Riotta». Svolgimento:

(Scegliere una stagione/un evento storico e farlo seguire dall’anno) fu (calda e bizzarra/tranquilla e sorprendente/lunga e incerta). Avevo appena (pronunciato un discorso alla House of Representatives di Washington/vinto un inatteso premio per il romanzo “Principe delle Nuvole”/finito la scuola di giornalismo alla Columbia University) e dovevo decidere il mio futuro. Andai nella redazione del mio giornale, a Torino, per discutere con gli amici di una serie di (articoli/reportages/interviste/biografie scritte sotto pseudonimo) su cui avevo intenzione di lavorare. Lasciata la redazione decisi di passare per (Roma, Milano/Washington/Palermo/il Lingotto) e invitare a colazione (Antonio Fazio/Indro Montanelli/Bob Woodward/Andrea Camilleri/l’Avvocato Agnelli): tante erano infatti le domande che mi giravano in testa. Ma chi era (nome del personaggio principale legato agli eventi della stagione)? Lo sapevano forse i suoi stessi sostenitori? Lo sapeva forse il paese cosi spaccato tra (inserire due -ismi opposti)? La risposta me la diede il mio interlocutore (romano/toscano/americano/siciliano/dalla elegante erre moscia): ancora no. Nessuno sapeva se (il personaggio) era un leader capace di maturare oppure solo un opportunista dotato di buona pubblicita. Ma tutti erano d’accordo con (quell’adagio/quella ferrea disciplina/quella solida convinzione democratica) che dice (“non tutte le verita sono uguali, ma dobbiamo vigilare contro la pretesa che la nostra sia, solo perche nostra, migliore comunque di quella degli altri”/“i principi della strategia sono: Riunire le forze, Individuare la forza principale del nemico, Batterla, Costringere il nemico ad accettare le nostre condizioni, fino ad occuparne il terreno/“la libera stampa, la centralita dell’opinione pubblica, soprattutto l’indipendenza della stampa da ogni forma di potere politico, stanno al cuore dell’idea di partecipazione democratica americana fin dagli albori”).

E’ cosi che i nostri giorni sono andati avanti e l’esperienza quotidiana ha visto crescere (un paese/ una classe dirigente/un movimento trasversale) capace di guadagnare terreno sul torpore che aveva frenato lo sviluppo di una sana (crescita economica/riforma dello Stato/politica della cooperazione). L’esperienza degli anni ci ha insegnato che aver successo facendo leva sulla rabbia delle persone e troppo facile e non aiuta una comunita. Per chiunque ami davvero (l’Italia/l’Europa/la Pace/la Democrazia/la libera stampa) e voglia servirla con passione, il momento delle scelte severe e disinteressate e giunto. Allora, forse, non ce ne eravamo accorti.

McSweeney’s - Camden 2004