Sul mio personalissimo taccuino

Tempo di Bloggies Awards, una delle tante competizioni Oscar style riservate ai blog. Di solito è una cosa che serve più a conoscere nuovi siti che non a scegliere effettivamente i migliori… ma tant’è. Segue parziale dichiarazione di voto accompagnata anche da qualche motivazione.

Migliore applicazione: Wordpress, in fondo anche Leibniz è passato a Wp da qualche tempo.

Miglior blog australiano: Information Aesthetics.

Asiatico: Simon World, da Hong Kong.

Africano o Medio-Orientale: quello più sponsorizzato è Baghdad Burning, ma qui si resta affezionati alla Tunisia di Subzero Blue.

Europeo: non ci sono italiani, nemmeno Beppe Grillo, voto a Vitriolica Webb’s Ite.

Britannico: è passato il tempo del Londonist, ora uno dei più vivaci è Gaping Void (che infatti ha diverse nominations).

America Latina: voto a Motel de Moka.

Canada: perché esiste una categoria a parte per il Canada?! (votato Chromewaves, per via degli Mp3)

Usa: passato il tempo della politica, fa la voce grossa un blog dedicato allo stile delle star, Go fug yourself.

Best Tagline: in passato c’era di meglio, adesso voto convinto a Joshuaink (“More love than a bus full of hippies”).

Miglior Podcast: sentito poco, ma quello di Moby merita per la buona volontà (sennò ci resta Max Pezzali).

Poi ci sono tante altre categorie, ma è lunga scrivere tutto. Comunque un voto se lo meritano Overheard in NY (blog sulle conversazioni “rubate” nei luoghi pubblici), Boing Boing (imprescindibile, ogni anno candidato naturale a blog dell’anno), Digg (altrettanto imprescindibile) e il buon Joshua Micah Marshall nella categoria “premio alla carriera” (ha un famosissimo blog iper-liberal, lui è il tipico “blogger che ci crede”).