L’Integrale è una rivista di pane e cultura. Sul numero 2 ho raccontato il tentativo di addestrare le macchine a creare l’impasto perfetto, o per lo meno a creare nuovi impasti da sole. Che vantaggi avremmo? Quanto potremmo invece perdere?

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È un pezzo lungo in cui trovate pane, biscotti, ma anche un pezzo di Westworld e la mia sequenza preferita di Person of Interest. Comincia così.

Un giorno qualche supercomputer governerà le nostre vite. Assegnerà un valore alle nostre esistenze. Distribuirà i compiti da svolgere. Ci dirà dove, come e con chi vivere. Deciderà che cosa mangeremo. Non lo farà con cattiveria, ma con razionalità. E questo dovrebbe un po’ preoccuparci: metterà in forno una pita turca gonfia e incandescente, per compiacere i nostri sensi? O un pane scuro e umidiccio a base di farina di ortotteri, per garantirci un efficiente nutrimento? La risposta a queste domande dipende molto da ciò che questa grande macchina avrà imparato in un momento cruciale della storia. Quel momento è adesso.

PS: il pezzo finanzia integralmente il mio progetto non profit, in questo caso l’Opera San Francesco per i Poveri.

PPS: se l’amore per la buona tavola ti porta a fare cose assurde come scrivere pezzi sul pane e l’intelligenza artificiale, forse può interressarti la mia newsletter Secret Breakfast.


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